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Greta Thunberg, Elon Musk e altri: cosa ci insegnano sull’autismo ad alto funzionamento

Autismo ad Alto Funzionamento: cosa significa davvero?

Nel linguaggio comune, sentiamo sempre più spesso parlare di autismo ad alto funzionamento. Ma cosa si intende davvero con questa espressione? È una definizione scientifica? È corretta o può generare confusione?

In questo articolo, cerchiamo di fare chiarezza.


Cosa si intende per “alto funzionamento”?

L’autismo è uno spettro: questo significa che può manifestarsi in modi molto diversi da persona a persona. L’espressione autismo ad alto funzionamento viene spesso usata per descrivere persone autistiche che non hanno compromissioni cognitive e che presentano un buon livello di linguaggio e autonomia.

Tuttavia, questo termine non è riconosciuto ufficialmente nei manuali diagnostici. Nel DSM-5 si parla di Disturbo dello Spettro Autistico, e viene specificato il livello di supporto necessario per ciascun individuo (livello 1, 2 o 3).


Un’etichetta fuorviante?

Parlare di “alto funzionamento” può essere fuorviante, perché:

  • Può sottovalutare le difficoltà quotidiane che una persona affronta sul piano sociale, emotivo o sensoriale;
  • Può aumentare l’aspettativa sociale: chi funziona “bene” dal punto di vista scolastico o lavorativo può comunque faticare a comprendere le emozioni altrui, regolare le proprie o gestire il cambiamento;
  • Può mettere pressione su genitori e insegnanti, che si aspettano autonomia, quando invece c’è bisogno di supporto più sottile ma profondo.

Persone famose nello spettro autistico

Negli ultimi anni, molte personalità pubbliche hanno condiviso la propria diagnosi di autismo, aiutando a rompere lo stigma e portare maggiore consapevolezza.

Ecco alcuni nomi:

  • Albert Einstein, scienziato, secondo il giudizio degli storici era probabilmente un caso di autismo ad alto funzionamento
  • Greta Thunberg, attivista ambientale, ha parlato apertamente della sua diagnosi di autismo di livello 1, definendolo il suo “superpotere”.
  • Dan Aykroyd, attore di Ghostbusters, ha dichiarato di essere stato diagnosticato con la sindrome di Asperger.
  • Susan Boyle, cantante lanciata da Britain’s Got Talent, ha condiviso pubblicamente la sua diagnosi di autismo.
  • Anthony Hopkins, il celebre attore premio Oscar, ha raccontato di essere stato diagnosticato in età adulta.
  • Elon Musk, imprenditore e inventore, ha rivelato di essere nello spettro autistico durante una puntata di Saturday Night Live.

Anche se la sindrome di Asperger è stata assorbita sotto la definizione di Disturbo dello Spettro Autistico, molte persone continuano a usare il termine per descrivere un profilo di intelligenza nella norma o sopra la media, interessi ristretti e difficoltà sociali.


Cosa possiamo fare come genitori, educatori o terapeuti?

Chi lavora con persone autistiche, anche ad alto funzionamento, deve:

  1. Ascoltare senza giudicare
    Anche se un ragazzo è verbalmente fluente, potrebbe sentirsi isolato o incompreso.
  2. Sostenere lo sviluppo delle competenze sociali, ma con rispetto per l’unicità della persona.
  3. Accettare le differenze nei modi di comunicare, pensare, percepire il mondo.
  4. Creare ambienti prevedibili, dove la persona si senta sicura e compresa.
  5. Formarsi continuamente per adattare il proprio approccio educativo o terapeutico.

Conclusioni

Parlare di autismo ad alto funzionamento è utile se ci aiuta a dare visibilità alla diversità, ma dobbiamo sempre ricordare che ogni persona è unica. L’obiettivo non è “normalizzare” o “nascondere” le difficoltà, ma valorizzare le potenzialità e offrire il giusto supporto.

Come psicologa e analista del comportamento, nel mio studio a Torino accompagno famiglie e bambini nel percorso di comprensione, diagnosi e intervento, sempre nel rispetto della persona.

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