Ti è mai capitato di sentirti improvvisamente giù senza sapere esattamente il motivo? Spesso la causa è un pensiero automatico: una frase rapida e involontaria che attraversa la mente e condiziona il nostro stato d’animo.
Cosa sono i pensieri automatici
I pensieri automatici sono interpretazioni veloci, spesso inconsapevoli, che diamo a ciò che ci accade. Sono influenzati dalla nostra storia personale, dalle credenze che abbiamo su noi stessi, sugli altri e sul mondo. Se sono distorti o negativi, possono generare emozioni spiacevoli come ansia, rabbia o tristezza, anche in assenza di reali motivi.
Riconoscerli è il primo passo per imparare a gestirli e cambiare il nostro modo di affrontare le situazioni.
1. “Non sono capace”
È un pensiero che può emergere davanti a una nuova sfida, alimentando la sensazione di inadeguatezza. Spesso non riflette la realtà, ma una scarsa fiducia nelle proprie capacità.
Strategia: prova a sostituirlo con una frase più realistica, come “Non l’ho mai fatto prima, ma posso imparare”.
2. “Se succede questo, sarà un disastro”
Si tratta di un pensiero catastrofico, che porta a immaginare il peggiore degli scenari possibili, spesso senza alcun fondamento oggettivo.
Strategia: chiediti “Quanto è probabile che accada davvero?” e “Se accadesse, quali risorse avrei per affrontarlo?”.
3. “Gli altri mi giudicano”
È un pensiero comune nelle situazioni sociali e può generare ansia e insicurezza. Ci fa sentire esposti e sotto osservazione, anche quando non lo siamo.
Strategia: ricorda che le persone sono spesso concentrate su sé stesse, non su ciò che fai o dici tu.
4. “Se sbaglio, significa che valgo poco”
Questo pensiero lega il proprio valore personale alla prestazione, alimentando il perfezionismo e la paura di fallire.
Strategia: allenati a pensare “Posso sbagliare e valere comunque”.
5. “Va sempre tutto storto”
È un esempio di generalizzazione: da un evento negativo si trae una conclusione assoluta, dimenticando gli episodi positivi.
Strategia: prova a portare l’attenzione su ciò che è andato bene, anche se si tratta di piccoli dettagli.
Conclusioni
I pensieri automatici non possono essere evitati del tutto, ma è possibile imparare a riconoscerli e metterli in discussione. In terapia cognitivo-comportamentale lavoriamo proprio su questo: rendere più consapevole il dialogo interno e modificare i pensieri che ci fanno stare male.
Sono Barbara Marino, psicologa con approccio cognitivo-comportamentale, e lavoro con persone che desiderano affrontare l’ansia e migliorare la qualità della loro vita. Nel mio studio a Torino offro:
- Ascolto senza giudizio
- Percorsi personalizzati basati su tecniche scientificamente validate
Se vuoi saperne di più o prenotare un colloquio, contattami: il primo passo verso una vita più serena inizia da qui.